Turismo culturale

PUNTI DI INTERESSE CULTURALE

MUSEO DI VENAFRO   

Ospitato nell’ex monastero delle clarisse, articolato in chiostri affrescati e spaziose scalinate, nel museo archeologico di Venafro si ha subito, l’idea di una città ricca e popolosa, splendente di edifici pubblici riccamente ornati di marmi, il teatro soprattutto, da cui provengono fregi architettonici e statue di illustri personaggi.
La nota Venere in marmo proviene da un grande e ricco edificio residenziale dove onorava probabilmente una fontana. Nel susseguirsi di sarcofagi, stele ed iscrizioni funerarie, statue di togati e resti di monumenti, spicca l’orrido e gigantesco volto di un Gorgone, simbolo funerario per eccellenza.
Questo museo conserva anche un documento epigrafe unico, di eccezionale importanza non solo per la conoscenza delle opere pubbliche più importanti della città e del suo circondario, ma anche per i suoi svolti giuridici: l’Editto di Augusto.

-ISERNIA, MUSEO DI ISERNIA

Altri resti di notevole importanza si trovano ad Isernia. La mole massiccia dell’ex monastero di S. Maria delle Monache chiude, nella parte bassa, il fitto articolarsi del centro medioevale. Il museo archeologico è ospitato in questo edificio che ingloba in sè molti secoli di storia urbana, dalle strutture murarie della colonna latina impiantata nel 263 a.C. a quelle di epoca imperiale, alle prime strutture della chiesa annessa al monastero, proseguendo con una successione edilizia ininterrotta fin quasi alla soglia dei nostri giorni. Nell’ala sinistra del piano si trova il Lapidario che, prima dell’ultimo conflitto bellico, era già sistemato in queste sale: un insieme di sculture, rilievi, iscrizioni, resti di decorazione architettoniche, che nella maggior parte dei casi si riferiscono al periodo più fiorente della città; quello compreso tra la seconda metà del primo secolo a.C. e la prima metà del secolo successivo.

-MUSEO DI SEPINO\ALTILIA 

La visita al Museo archeologico di Saepinum è l’occasione per conoscere un luogo particolare, fuori dal tempo, nel quale il passato convive a stretto contatto con il presente: il sito archeologico di Saepinum. Il viaggiatore che, attraverso una delle quattro porte di accesso, entra nell’antica cittadina di impianto romano, si troverà proiettato in un mondo in cui la linea del tempo si accartoccia, con le tombe altomedievali, il bellissimo teatro romano supporta le case…
Un’esperienza di grande impatto emozionale che lascia un forte ricordo in tutti coloro che attraversano Saepinum passeggiando lungo il cardo e il decumano, provando a immaginare come fosse viva e piena di persone, animali…

Il Museo si trova proprio nel luogo più affascinante del sito, dove le sopravvivenze antiche hanno funto da base portante dei successivi interventi insediativi. L’insieme dà vita a una sorta di corte chiusa in cui l’area centrale, un tempo in gran parte interrata, era utilizzata come aia.
Nelle stanze del Museo sono stati lasciati intatti gli elementi architettonici e funzionali propri della cultura rurale molisana (lavabi in pietra, camini, forni), trovano posto i reperti ritrovati nei lunghi anni di scavo svolti nel sito.
Tra il materiale conservato di maggior rilievo vanno citati nella seconda sala alcuni reperti monetali di varia provenienza, tra cui una dracma d’argento di zecca tarantina cannule di bronzo, laterizi con bolli di fabbrica…

-MUSEO PROVINCIALE SANNICO DI CAMPOBASSO 

Il Museo sannitico di Campobasso è un museo statale italiano gestito dalla Soprintendenza archeologica del Molise. E’ situato nel centro storico della città, nell’antico palazzo Mazzarotta ed espone reperti provenienti dal territorio dell’antico Samnium, coincidente con l’attuale regione Molise che sono riferibili a varie epoche, principalmente a quella romana. L’ingresso è a pagamento.

Il museo è stato fondato nel periodo strettamente successivo all’Unità d’Italia. ll museo ha cambiato più volte la sua sede  e questo ha causato perdita di materiale dovuto a furti e a smarrimenti accidentali dovuti ai traslochi, specialmente durante la seconda guerra mondiale, quando il museo aveva trovato sede nell’edificio.

Il materiale esposto è frutto di diverse donazioni di materiale antiquario risalenti ad epoche diverse. Oggi il criterio espositivo adottato per i nuovi reperti che via via sono stati aggiunti all’esposizione è invece di tipo misto tematico-cronologico, I materiali vanno dalla Preistoria all’epoca Alto medievale.

-MUSEO CIVICO DI BARANELLO 

La visita delle due stanze che costituiscono il Museo Civico “Giuseppe Barone” di Baranello è un vero e proprio viaggio attraverso la storia e nei luoghi della terra che hanno prodotto i migliori manufatti artigianali e artistici.
Nelle ventiquattro teche che coprono le pareti del Museo è custodito un tesoro formato da più di duemila reperti raccolti con attenzione e amore dall’architetto stesso e donati, con un atto di grande liberalità, ai suoi concittadini.

Fu restaurato dall’architetto in uno stile che richiama quello rinascimentale fiorentino, la collezione rappresenta una rara testimonianza di raccolta storica giunta intatta fino ai nostri giorni nella quantità e nella modalità espositiva.
Il piccolo museo è costituito da due sole sale in cui dipinti, ceramiche di tutte le epoche, reperti archeologici e oggetti di varia provenienza sono esposti secondo i criteri e le modalità proprie delle collezioni di fine Ottocento: suddivisi per ambito e disposti in ordine cronologico sui ripiani di legno delle teche, in composizioni che creano linee e motivi ordinati ed eleganti.

Nella seconda sala lo sguardo è rapito dalla ricchezza delle vetrine che accolgono la straordinaria raccolta di ceramiche: dalle maioliche di Faenza, alle eleganti porcellane di Sevres o di Meissen, e agli splendidi esemplari di porcellane cinesi e giapponesi. In altre teche è possibile trovare la raccolta di bronzetti e medaglie, le statuine settecentesche del presepe napoletano, i paramenti liturgici e una quantità di piccoli oggetti provenienti da diverse parti del mondo e raccolti secondo quel gusto eclettico tipico del collezionista di fine Ottocento.